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Disegno di un albero, un omino, una scala e un computer stilizzati: metafora della metodologia di progettazione TREE-D

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Le imprese sono semi che diventano alberi.

Quale metodologia per l'innovazione?

L'idea di avere un metodo per creare una cosa già nota, come potrebbero essere un oggetto, una casa o perfino un aereo è non solo un'ottima cosa, ma è altamente raccomandabile.

 

Non lo è affatto quando devi creare qualcosa di nuovo come un' impresa innovativa, un prodotto innovativo oppure una strategia per farli funzionare. 

 

La differenza non la fa il grado di difficoltà o complessità delle cose da realizzare. La fa il fattore umano che, per gli obiettivi del primo caso può essere addestrato ed istruito con un algoritmo, nel secondo no. 

 

 

Questo non vuol dire che per progettare, innovare o adottare strategie vincenti ci si debba affidare al caso o alla fortuna o magari, come qualcuno crede, alla fantasia. 

 

C'è del “metodo” in ogni cosa riuscita bene. La differenza è che, quando devi passare dal noto all'ignoto invece che eseguire qualcosa di già esistente, la parola metodo assume un significato e un impegno diversi. 

 

Ovvero non coincide più con un algoritmo universalizzabile ed estendibile ad altri casi uguali ma con una pratica proprietaria legata agli stili cognitivi e produttivi della tua organizzazione e, pertanto, non estendibile ad altri casi simili. 

 

In poche parole, funziona, ma solo per la tua organizzazione.

 

Questo è tanto più vero per le piccole e medie imprese che, nella generalità dei casi, fanno grande affidamento sulla esperienza delle persone che in azienda svolgono ruoli molteplici.   

 

La questione, allora, per chi è impegnato nella creazione di cose e/o norme nuove, di strategie efficaci e progetti innovativi non è andare alla ricerca del metodo migliore, ma trovare il proprio metodo.

 

 

Per queste ragioni, qui espresse molto sinteticamente, abbiamo investito nella ricerca di un modello di consulenza e formazione che, anzichè importare in azienda metodi frutto dell'esperienza e del successo altrui, si preoccupasse di far emergere il sapere pratico proprietario già esistente dell'organizzazione per poi trasformarlo in una vera e propria metodologia proprietaria. 

Le basi scientifiche per una metodologia proprietaria dell'organizzazione.

Disegno di un cannocchiale e di una mano che iene una lente di ingrandimento: metafora della ricerca

La nostra ricerca ha finora evidenziato tre aspetti che consentono la definizione di una metodologia proprietaria dell'organizzazione:

 

  • La presenza di un  fattore universale di potenzialità progettuale in ogni persona facente parte dell'organizzazione. 
  • La formalizzazione del ruolo che deve avere la capacità progettuale nello sviluppo del progetto aziendale.
  • La disponibilità di una "metodologia madre", ovvero di un meta-modello capace di accogliere e giustificare tanti modelli diversi.

 

 

Sono i tre elementi portanti costitutivi della Metodologia TREE-D© che abbiamo messo a punto. 

 

Per quanto riguarda i primi due elementi citati, essi mutuano riflessioni e prassi della cultura progettuale Italiana e del design, in particolare dell'idea e della prassi di progettazione di Enzo Mari, ripresa e argomentata nel nostro Manifesto di Studio & Ricerca per l'Impresa-Progetto.

 

Infine, per quanto concerne il terzo elemento, utilizziamo il Meta-modello TREE-D© di nostra ideazione e di cui, di seguito, ti indichiamo le caratteristiche più importanti. 

 

TREE-D©. Il meta-modello per la progettazione delle PMI innovative.

Disegno-schizzo di un omino alla scrivania che compila un modello canvas con accanto un albero e sopra la scrivania un semino con braccia e gambe: metafora del meta-modello di progettazione TREE-D

Un Meta-modello è un modello capace di comprendere all'interno del suo schema tanti possibili modelli.

 

Il Meta-modello TREE-D© (da albero nella lingua inglese) assolve egregiamente a questa funzione proprio a motivo del tipo di metafora utilizzata per la rappresentazione dell' Impresa-Progetto e ripresa dallo slogan del progetto:

 

 

"Le imprese sono semi che diventano alberi"

 

Si tratta di una metafora triarticolata e di un modello che integra ed evolve in un unico strumento semplice e olistico allo stesso tempo strumenti avanzati per la progettazione e la elaborazione strategica aziendale. 

 

 

Il meta-modello fornisce una mappatura dei sotto elementi (12 in totale) costituenti il sistema Impresa/Progetto/Mercato che trova una rappresentazione dinamica nella metafora del sistema Albero/Seme/Ambiente e nella corrispondenza analogica con i 12 sottoelementi citati.

 

Tra questi ultimi, per esempio, il prodotto, i canali di relazione con il cliente, i processi strategici, l'organizzazione, gli assets valoriali materiali e immateriali, il posizionamento e gli elementi strategici che compongono il Progetto stesso.

 

 

 

La rappresentazione che ne scaturisce consente di portare alla luce relazioni di causa ed effetto e di interdipendenza tra le parti altrimenti non conoscibili e che diventano di primaria importanza per il processo di progettazione. 

 

Ma soprattutto, il Meta-modello TREE-D© è un modello di facile condivisione da parte del team dell'organizzazione basato sulla visualizzazione e su una giustificazione casuale olistica dei vari elementi che compongono il progetto e la strategia. 

 

Tutti elementi che consentono una preziosa funzione di  modello guida ad uso collettivo per la identificazione della metodologia proprietaria dell'Organizzazione che, insieme alla soluzione innovativa al problema, rappresenta lo scopo primario di un laboratorio di progettazione ioprogettocosì©.  

Disegno-schizzo di un albero che vola come un razzo con sopra a cavallo un semino con braccia e gambe: metafora del successo del funzionamento della metodologia di progettazione TREE-D

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